L’ombra del falco

index

So che è qui da poco, ma questo credo che è un caso semplice, dice un tizio nel libro. E l’Autore ce lo fa notare, utilizzando l’immagine abusata del rumore di una lavagna graffiata. Ora, io non sono un fissato con la grammatica, né un particolare estimatore del congiuntivo. Anzi. Soprattutto nei dialoghi apprezzo l’indicativo, il parlato, il detto male. Avrei tralasciato volentieri, se solo l’Autore non me l’avesse fatto notare, chiedendosi tra l’altro come possa superare il concorso per uditore giudiziario uno che non conosce i congiuntivi. E cosa mi combina, l’Autore, qualche riga dopo? Questo: aveva pensato che era quello che le ci voleva, stasera. Non vi dico di indignarvi per quel le ci che fa tanto brigadiere affetto da lirismo acuto, tout est pardonné, però cerchiamo di non ferire di congiuntivo, perché rischiamo di perirne.

Detto questo, che non è importante, parliamo del libro. La storia è ambientata a Udine e io sono partito a mille. Una storia ambientata a Udine? Uao! Adoro i giallinoir ambientati in provincia, penso sempre di trovare quelle piccole storie ignobili di pessimo gusto che mi piacciono tanto. Voglio imbattermi in Matilde Crescenzaghi, in personaggi banali, grigi, tristi. Invece no. Si capisce che le vicende si svolgono a Udine giusto perché l’Autore lo dice. Poteva essere Matera, Brighton o San Francisco ed era uguale. Quando ricapita, a Udine, di finire in un romanzo?

Poi c’è lo sfondo. Per favore, basta. Basta con i politici ladri, i giudici corrotti, i poliziotti cattivi. Basta. Non è divertente, né intelligente. L’Autore vuole fare la figura di quello che non le manda a dire, e invece è solo un pappagallino che ripete le stesse frasi che sentiamo ripetere al bar, in ufficio, in strada. I potenti sono cattivi, arraffoni, maneggioni, collegati, attaccati al dio denaro, macchinatori (si dice macchinatori?), mani in pasta, vendicativi, quasi onniscenti. Noiosi. Noiosissimi. Dice frasi tipo questa: In realtà quando sei scomodo, quando dici verità che fanno paura, ti ignorano, o al massimo ti liquidano come pazzo. O come questa: puoi essere il più bravo, ma sappiamo tutti come si fa carriera, in Italia. Ancora: la follia è l’unica cosa che spaventa il potere, perché un folle non è controllabile o ricattabile. Non vi basta? C’è anche questa: succede così, quando parti lancia in resta contro i poteri forti: ti trasferiscono in qualche località sperduta del meridione, lontano da tutto.

I poteri forti, il folle che dice la verità contro il potere… ma c’ha sedici anni ‘sto Porazzi? Non che dette a sedici anni queste cretinate siano meno cretine, ma almeno uno c’ha il tempo di vergognarsi, poi. I poteri forti. E chi lotta lancia in resta contro di loro che fine fa? In meridione! Mi ha ricordato un capolavoro della cinematografia italica, con uno strepitosto Diego Abatantuono nei panni del poliziotto Achille Cotone spaventatissimo dal fatto di poter finire in Barbagia. I poteri forti.

La trama. Arzigogolata oltre misura, l’ho pure capita poco e mi sembra di averne afferrato dei pezzi in telefilm passati qua e là in tv. Niente di eccezionale, comunque, e con il peccato mortale di essere appesantita da considerazioni sociopolitiche di dubbio gusto e sicura banalità.

Per finire, un punto in meno per avere citato Pasolini. Dovrebbe essere vietato.

E poi, dodici milioni di punti in più per questa frase: Fuori è già buio e fa freddo, quel freddo umido che ti entra nelle ossa, da cui non puoi ripararti. Il freddo umido, signora mia! Avesse aggiunto che fa venire la cervicale, avrei cacciato tutti i libri dalla mia libreria e avrei messo solo copie del Porazzi.

Freddo umido batte poteri forti tre a zero.

Advertisements

Un pensiero su “L’ombra del falco

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...