La scuola cattolica

fontane-roma-fiumi

Signore e signori, non perdetevi questo capolavoro del trash italico, un libro stracultissimo che purtroppo i lettori sono molto meno degli spettatori, altrimenti sai che risate. Io, una mia pietra miliare è il librone di Marco Giusti sui film italiani stracult. Si va dai trashoni naziporno alle pellicole intelligenti, impegnate, filosofiche, sociologiche, super ragionate che, però, mancano clamorosamente l’obiettivo. Ecco, se fosse un film, La scuola cattolica non sarebbe di certo un naziporno, purtroppo per Edo, ma entrerebbe di diritto nel novero dei mattoni indigeribili con ambizioni altissime e risultati inversamente proporzionali alle suddette.
La scuola cattolica si poteva chiamare anche Il diario di Edo, che non ci sarebbero state differenze. Edo è un ragazzo molto intelligente, ma non come Arbus, che riflette su tutto. Sta sempre a elaborare teorie, a ricercare spiegazioni, a fare due palle così al lettore con le sue idee su come va il mondo, e nel frattempo racconta due-tre aneddoti da bancone del bar e sopra gli aneddoti ci costruisce un’altra teoria, e dalla teoria nasce un altro aneddoto, e così via: una teoria, un aneddoto, una teoria, per settecentomila pagine, senza nessun dato di fatto e soprattutto senza ridere mai. Mai. Anzi, una volta ho riso, quando dice:
Pronto, casa Beethoven?
No-no-no-nooo! (sull’aria della nona)

Da vero amante del trash, non posso rinnegare una battuta elementar-pierinesca. Ma torniamo al Diario di Edo. Edo va scuola al SLM, negli anni del DdC, le cui vittime sono RL e DC e io con tutte queste iniziali già mi perdo. A ciò si aggiungano le pagine scritte in corsivo, le elucubrazioni tra parentesi, le poesie buttate con nonchalance (prosa uguale al resto, ma andando a capo a caso) e la frittata è fatta: ma che è ‘sta robba? avrebbe detto Alberto Sordi, che forse non tutti se lo meritano.

Quando andavo all’università c’era un tizio che si chiamava il Polemico. Aveva da dire su tutto. Il professore spiegava, lui alzava la mano e interveniva. Polemicamente. Aveva teorie su ogni argomento, basate su marxismo mal digerito, ribellismo da quattro soldi, sciocchezze apprese per caso. Edo, uguale! Femmine, femminismo, droga, fascismo, bricolage, comunismo, rapporti tra uomo e donna, omosessualità, punto croce, religione, preti, suore, Higuain alla Juve, non c’è argomento sul quale Edo non si senta in dovere di fornirci il suo parere. Ora, dico io, se hai qualcosa da dire va benissimo che la dica, ma scegli un modo decente per farlo. Vuoi scrivere un romanzo? Benissimo! Siamo qua apposta per leggere. Inventati un personaggio, una storia, quello che ti pare, e racconta. Ci vuoi ficcare l’aneddoto? Mettilo, non facciamoci mancare niente. Vuoi darci la tua visione del mondo? Benissimo, inventa una storia attorno e fai in modo che tale visione risalti. Oppure, vuoi scrivere un trattato di sociologia? Ci annoiamo un po’ di più, ma fallo uguale. In questo caso, però, consiglierei di portare due dati due alle teorie che esponi, altrimenti il rischio di te-lo-spiego-io-come-va-il-mondo tanto caro agli avvinazzati da bar è altissimo. Edo, né l’uno né l’altro. Non è un romanzo, non c’è la storia, non ci sono i personaggi (cioè, ci sono, ma servono solo a… a… a… a che cosa ne so, servono, ecco); non è nemmeno un trattato di sociologia (o di storia, o di un’altra materia a caso). No, è solo una tirata di sessantamila pagine di pensierini di Edo, che se avesse fatto un blog invece di scrivere ‘sta roba sarebbe stato meglio.
Io non prendo mai appunti quando leggo, ché leggere dev’essere uno svago, non un impegno. Però, quando mi trovo di fronte a siffatto coraggio letterario, non posso esimermi. Sul Diario di Edo, ventiquattromila pagine di riflessioni dell’Autore, e diciottomila commenti miei. Il tablet è impazzito, a furia di digitare ????????????? a corredo delle frasi di Edo. Ci sono una marea di spunti da ragazzino intelligente, ok, fenomenali se stai per iniziare il liceo. Già al secondo anno, però, dovresti avere superato quelle sciocchezze. Se avessi voglia, andrei a cercarle, ma ho sonno e poi non voglio rovinare la lettura a chi ancora ha intenzione di cimentarsi con il Diario di Edo.
Solo alcuni appunti, prima di andare a letto. Il primo. Ho notato un abuso di termini quali frocio, femminuccia, omosessuale, e di frasi tipo Sembra una lite fra travestiti, ci mancano solo le borsettate. Sia chiaro, io adoro la volgarità, gli insulti gratuiti, la parolaccia, financo la bestemmia e il mancato rispetto verso tutto e tutti, figuriamoci, ma però ciò deve essere contestualizzato. Se sono Edo, e scrivo un libro, e il protagonista è Edo, io mi immagino che sia Edo stesso a pensare che i travestiti siano delle checche isteriche che si pigliano a borsettate. E mi fa un po’ di tristezza. Tra l’altro, risolvere il problema non sarebbe nemmeno difficile: fai lo scrittore, inventati un personaggio e se vuoi dire che i travestiti litigano a borsettate, fallo pure, è il personaggio che parla, non tu. Comodo e gratuito. Nel libro ho avvertito un po’ di omofobia, una spruzzatina di misoginia, ma forse è solo il modo di scrivere di Edo e lui è la persona più aperta del mondo. Però, come diceva quel tale, le parole sono importanti: in milletrecento pagine ne usi tante, Edo, abbi cura di come le adoperi.
Altra cosa. Le generalizzazioni. Non ce la faccio più a sopportarle, ma forse è un problema mio. Quando sento qualcuno che dice i preti… e via una teoria; le donne… e giù una spiegazione; i cattolici… e parte l’analisi; ecco, quando qualcuno attacca con un nome collettivo e mi dà l’opinione su quel gruppo, io non ce la faccio. Mi prude tutto. Ma conosci forse tutti i preti? O tutte le donne? O tutti i travestiti? Per quelli che tu vedi prendersi a borsettate, io te ne posso citare altri che accomodano ogni situazione con la parola, invece che con le manate isteriche. Non hanno alcun senso, le generalizzazioni, non hanno valore, non servono a niente. Le donne non esistono. Esiste Marta, esiste Elisabetta, esiste Luciana, esiste Marianna. I preti non esistono. Esiste don Giovanni e esiste don Michele, esiste don Mariano e esiste don Gaetano, ognuno diverso, ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi (che citazione!). Anche qua, come prima, fatti un personaggio con le sue idee sui preti e sulle donne, e falle dire a lui: il personaggio può generalizzare, Edo no.
Altra cosa. Nel Diario di Edo torna tutto. Parla di una vecchia fidanzata, e poi la rincontra. E ci scopa, ché Edo, lasciatevelo dire, be’ Edo, Edo insomma è uno che ci sa fare. Ma capiterà sedici volte questa situazione, nove delle quali la bencapitata è vestita alla stessa maniera di vent’anni prima. Bisogna sospendere l’incredulità, il giramento di palle e persino il buon senso, per sopportare tutto ciò senza ridere a voce alta.
Ultima cosa, già che ci siamo: il sesso. Il sesso per iscritto è una delle cose più difficili da rendere, assieme ai dialoghi e al racconto dell’infanzia. Anzi, forse più dei dialoghi e dell’infanzia. Diventa tutto ridicolo e io non mi trattengo quando leggo zampillo di seme. Zampillo di seme. Roba da sceneggiatore porno di quarta categoria. Mi immagino una fontana, tipo qualcosa di barocco, al centro di Roma, con mille ugelli da cui zampilla il seme. Fa ridere e anche un po’ schifo. Zampillo di seme, mannaggia a Edo.
Un consiglio. Leggetelo. Ma se non avete voglia di leggerlo, compratevi l’ebook ché potete fare la ricerca testuale: scrivete Bettina e assaporatene l’amplesso – difficoltoso – che ha con Edo. Se riuscite a farlo senza ridere, be’, non siete roba da stracult.
Buonanotte.

Advertisements

2 pensieri su “La scuola cattolica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...