Piccola osteria senza parole

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Intanto, la copertina. L’ha disegnata Alessandro Gottardo e si farebbe un torto a non citarlo. È talmente bella che le pagine potrebbero essere pure bianche, dentro. Ci accontenteremmo e terremmo il libro sull’Expedit all’ingresso, come se fosse quel disegnino di Keith Haring che ci piace guardare quando rientriamo a casa. Continua a leggere

Racconti

Finalmente online, a grandissima richiesta, i miei racconti. Ora non avete più scuse: capirete da soli che l’invidia che mi attanaglia è giustificatissima. Nel frattempo che rodo – e che continuo a svegliarmi alle 6.27 mentre gli scrittori famosi mi giunge voce che si alzino anche alle 10.34 – potete leggermi.

In questa sezione metterò tutti i racconti che mano a mano rileggo, correggo e finalmente decido di dare in pasto alla critica.

Questo è il primo. Si chiama Dieci euro. Buona lettura.

Le otto montagne

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Lamberto Dini è bruttissimo. Dice: sì, ma si veste bene. Porca puttana, brutto com’è ci mancherebbe altro che si vestisse male.
Paolo Hendel

Ognuno ha i maestri che si merita e io, sia detto senza falsa modestia, Paolo Hendel me lo merito tutto. Così, mentre leggevo Le otto montagne, riflettevo sul pensiero dell’istrione fiorentino e lo malleavo alla bisogna: che sia, questo libro, equivalente letterario del succitato dirigente d’azienda, economista e politico italiano (fonte: Wikipedia) dai lineamenti non così gradevoli ma che, tuttavia, indossa capi di pregevole fattura? Per rispondere a tale domanda, c’è bisogno di uscir di metafora e affrontare la vexata quaestio che tanto fa tribolare i critici più esperti: si può scrivere bene una brutta storia? E, specularmente, si può scrivere male un bel romanzo?

Partendo dalla fine, direi che la risposta all’ultima domanda non può che essere negativa. Continua a leggere