La decisione

Non è nemmeno un racconto, questo racconto, però è bello.

Da ragazzino, più o meno intorno ai ventidue anni, facevo vita disordinata. Giocavo a pallone, è vero, ma dopo gli allenamenti e le partite, soprattutto dopo le partite, restavo in giro tra bar, pub e piazzette. Fumavo tanto, bevevo ancora di più e tornavo a casa quando la gente normale esce per andare al lavoro. Ero affascinato dai calciatori genio e sregolatezza – in camera avevo il poster di Paul Gascoigne – e io, difettando di genio, sopperivo con la sregolatezza. Difficilmente mi alzavo dal letto prima delle due e non sempre il letto era mio. Il calcio era come la birra: non dicevo mai no a una partita, né a una bevuta. Un pomeriggio giocavo dietro la chiesa di Bonaria – non ero con la mia squadra: mi aveva chiamato un mio amico, a loro gliene mancava uno – e non riuscivo a correre. Prima di arrivare al campo mi ero fermato in un bar e avevo buttato giù alcune pasticche di Moment con due mezze birre: di solito funzionava, era il mio doping. Quel giorno no. Mi misi a correre, ma non andavo avanti, il respiro era pesante, il campo si muoveva attorno a me, sentivo il cuore salirmi fino alla bocca. Mi fermai, poggiai le mani sulle ginocchia e tenni la testa bassa e quanto più ferma possibile. Avevo un minimo di sollievo solo con gli occhi chiusi. Poi li riaprii, provai di nuovo ma niente, non riuscivo a giocare. Uscii dal campo, mi sedetti negli spogliatoi e presi una decisione che ancora oggi rispetto: avrei smesso di giocare a calcio.

Se ti è piaciuto questo, leggi anche gli altri racconti:
La prova
Giuseppe voleva andare al mare
Mariolino
Dieci euro
La piscina
Maya
Le memorie di Tonino
Oppure contattami per leggere uno strepitoso romanzo giallo, con tanto di morti ammazzati, commissari, colpi di scena e persino un inseguimento. A piedi, che non siamo mica americani.
Se i gialli non ti piacciono, puoi leggere uno straordinario romanzo di avventura metropolitana che, a sentire quelli del Calvino, è degno di nota “per l’eccellente tour de force linguistico, variato sistematicamente sulla trivialità, con cui si narra la storia di una sgangherata banda di marginali”.
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3 pensieri su “La decisione

  1. ho letto le memorie di tonino, ma lì stranamente non si può commentare, perciò telo dico qua: uno dei tuoi migliori: personaggio credibile e narrazione in presa diretta che senza cadere nel patetico o nel clichè sa essere poetica.
    ml

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    • Sì, perché ogni tanto mi credo bravo con wordpress e faccio dei pasticci: in pratica i post scritti come articoli si possono commentare, quelli scritti come pagina no. Qualcosa del genere.
      Comunque molte grazie.

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