La spiaggia più bella del mondo

Trama

Sabato 26 aprile 2014: un pastore scende sulla scogliera di Cala Regina per riprendere una pecora che si è allontanata dal gregge. Recupera la pecora, ma trova un morto ammazzato. Iniziano le indagini, guidate dal commissario Francesco Scandellari. Ha quarantatré anni, una moglie, tre figli ed è poliziotto perché un lavoro bisogna pur fare, anche se preferirebbe occuparsi d’altro. Il morto si chiama Massimo Solinas, ha poco più di trent’anni e un’esistenza complicata: una figlia adolescente, nessun lavoro, poche prospettive. È stato ucciso con un oggetto acuminato che gli ha perforato la gola. Le indagini si muovono in quel sottobosco criminale dell’hinterland cagliaritano (molto più sottobosco che criminale) in cui la fanno da padrone improbabili sogni di gloria imprenditoriale, birre bevute fin dalla mattina presto, bar mal frequentati, sale slot e gratta e vinci uniche speranze di riscatto sociale.

Se avete in mente la Sardegna che non esiste, quella che alcuni spacciano come terra di usanze ancestrali, tradizioni secolari e riti primordiali, ecco, dimenticatela. In questo romanzo troverete periferia grigia, povertà, umiliazione, tristezza. Farete un viaggio in un’isola disperata, che esiste eccome, lontana dagli eccessi di chi vuole raccontare favole scordandosi della realtà.

Qua potete leggere l’incipit.

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