Premio Calvino

Intanto – e lo dico sommessamente e senza polemica – non credo che Philip Roth sia mai stato segnalato dal comitato di lettura del Premio Calvino. Io invece sì.

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Ma dove lo trovate un altro che fa un eccellente tour de force linguistico, variato sistematicamente sulla trivialità? Secondo me Alessandro D’Avenia magari il tour de force linguistico lo fa anche, ma lo vorrei proprio vedere a variare sistematicamente sulla trivialità, tsk.

Comunque, il romanzo è questo: La banda dello Zingaro. È davvero molto bello. Ci sono persino due o tre parolacce che non conoscete.

 

La banda dello Zingaro – Secondo estratto

In anteprima per voi, miei appassionati lettori, il secondo estratto del mio nuovo fantastico romanzo schifoso. Roba che spaccherete le vetrine delle librerie, per avercelo tutto.

candele

Si avvicina il momento topico e mi sento rilassato: il piano fila che una meraviglia. Bambino e Calimero sono dalla mia parte, contenti di essere coinvolti nell’iniziativa che ci cambierà la vita. Cioè, a me la cambierà di certo, mentre loro potranno accontentarsi di un miglioramento. Che, partendo dalla merda in cui giacciono, non è un risultato da buttare via. Solo un piccolo tarlo mi ronza attorno all’uccello, e quel tarlo si chiama Mio Cugino Trainspotting. Fortuna che in tasca ho qualche grammo di quella merda sottratta al pennuto nero e tre bonbon che ho appena acquistato a fido da Michele Sammer: se il drogato tentenna, so io come convincerlo.

Guardo il palazzone dove abita il tossico, non vedo movimenti nel balconcino del cazzo, né mi pare di scorgerne all’interno. Niente di strano, l’ho trovato tante di quelle volte accasciato sul letto che mi sorprenderei di più se lo vedessi affacciato alla finestra. Salgo le scale accompagnato dal consueto odore di piscio misto a minestrone, così tipico di questa merda di quartiere. Sul pianerottolo ci sono quattro bambini denutriti che mi si attaccano ai pantaloni.

“Ci dai una caramella?”, mi dice lo stronzetto che ha tutta l’aria di essere il capo.

Io non ho caramelle, non sono mica un pedofilo del cazzo. Mi frugo le tasche e mostro le mani vuote, a dimostrare che non possiedo nulla davvero.

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La banda dello Zingaro – Estratto

In anteprima per voi, miei appassionati lettori, un estratto dal mio nuovo fantastico romanzo schifoso.

bagni

La discussione con mamma mi ha messo di malumore. Sono talmente infastidito che se quel cazzo di rom la tira per le lunghe, lo mando affanculo e il piano lo porto avanti con una pistola ad acqua, invece che con una vera. ‘tana miseria, sembra che tutti tramino contro di me. E la dottoressa psycho del cazzo con i problemi adolescenziali del mio omosessuale preferito; e la maiala che mi si vuole fidanzare; e mamma che mi rompe le palle perché non vado d’accordo con papà. Che due coglioni. Mi dovrebbero lasciare in pace, come io lascio in pace loro. Da Ricky Ricchione gradirei ricevere le stesse attenzioni che gli do: nessuna. Quella puttana mignotta, invece, ma è possibile che mi si attacchi allo scroto tipo zecca eccitata? E trovati un cazzo di sessantenne divorziato, gli dai due pasticche di Viagra e nel frattempo che gli tira l’uccello, ti sbrani il portafoglio. Perché proprio con me? Non per fare il figo, ma so la risposta: io a letto ci so fare. Te la spupazzo tutta, una vagina, le dedico più attenzioni di quelle che Madre Teresa di Calcutta avrebbe dedicato a un lebbroncino orfanello con le emorroidi. E non mi fermo alla vagina, no. Mi piace fare le coccole, farla sentire desiderata, una puttana. Adoro farle impazzire dalla voglia, le mignotte, fino a schiaffarglielo tutto dentro. Continua a leggere