Premio Calvino

Intanto – e lo dico sommessamente e senza polemica – non credo che Philip Roth sia mai stato segnalato dal comitato di lettura del Premio Calvino. Io invece sì.

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Ma dove lo trovate un altro che fa un eccellente tour de force linguistico, variato sistematicamente sulla trivialità? Secondo me Alessandro D’Avenia magari il tour de force linguistico lo fa anche, ma lo vorrei proprio vedere a variare sistematicamente sulla trivialità, tsk.

Comunque, il romanzo è questo: La banda dello Zingaro. È davvero molto bello. Ci sono persino due o tre parolacce che non conoscete.

 

Piccola osteria senza parole

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Intanto, la copertina. L’ha disegnata Alessandro Gottardo e si farebbe un torto a non citarlo. È talmente bella che le pagine potrebbero essere pure bianche, dentro. Ci accontenteremmo e terremmo il libro sull’Expedit all’ingresso, come se fosse quel disegnino di Keith Haring che ci piace guardare quando rientriamo a casa. Continua a leggere

Bruciare tutto

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Io di libri brutti ne ho letti – persino uno di Christopher Hitchens, una volta – ma questo qua li supera tutti. Ma davvero, quasi quasi mi indigno per quanto è brutto. È una schifezza, proprio. Scritto male, con una trama (trama poi…) costruita a tavolino e sviluppata in modo illogico, irrealistico, tanto chi se ne frega, c’è di mezzo un prete pedofilo, frega niente se l’intreccio è una buffonata. E i personaggi, signora mia, dei personaggi ne vogliamo parlare? Macchiette che parlano come nessuno parla, che esprimono concetti che al Siti saranno parsi intelligenti (o sarà parso intelligente ragionarci su), ma che trovo altrettanto dibattuti dalla D’Urso, al pomeriggio, forse con minori riferimenti intellettuali, ma di certo espressi in un italiano più vero. Continua a leggere