Paradise Sky

In questa intervista Lansdale spiega benissimo come intenda i suoi libri: io non voglio fare grande letteratura, voglio scrivere delle storie.

Parole sante.

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Leggevo Lansdale e meditavo, ché non sono mica l’ultimo dei cretini. E meditando ho formulato due interessantissime riflessioni – mi dispiace che Umby sia trapassato, non posso sottoporgliele – sullo stato attuale della letteratura, in Italia e non solo. Ma soprattutto in Italia. Continua a leggere

La scopa del sistema

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Allora. Parce sepulto, diceva quello. E io lo parco il sepulto, eccome se lo parco. La prima volta che ho sentito parlare di David Foster Wallace è stata quando è morto. Prima, mai. E per qualche giorno mi era sembrato che non averlo letto – dai, non hai letto Infinite Jest? E neanche La scopa del sistema? – fosse una terribile colpa da espiare al più presto. Insomma, devo confessare che ero un po’ preoccupato: questo signore americano qua, un mezzo genio mezzo drogato mezzo alcolizzato mezzo depresso mezzo matto, si è suicidato a quarantasei anni nella mia più totale inconsapevolezza. Un tarlo lo divorava dall’interno, hanno scritto i migliori coccodrillisti, e io felice e contento, indifferente ai suoi drammi. Che vergogna. Continua a leggere

Purity

29450949Complimenti, davvero complimenti ad Andrea De Carlo per questo nuovo romanzo. Molto grande, molto romanzo, molto americano. Molto Grande Romanzo Americano, direi. Ve lo svelo subito: non è vero che si tratta di un romanzo di Andrea De Carlo, no, è di Jonathan Franzen. Sciocchini che non siete altro: Andrea De Carlo scrive mediocri romanzi italiani, Jonathan Franzen scrive il Grande Romanzo Americano. Di continuo e soprattutto consciamente. Lui si siede al tavolino e mica butta giù una storia, un dialogo, una cosa che gli è successa, no, lui compone il Grande Romanzo Americano. A furia di dirglielo, dev’essere che ha cominciato a crederci. E un sacco di gente appresso a lui. Salve, sono Jonathan Franzen e scrivo il Grande Romanzo Americano. E io invece sono Stefano e il Grande Romanzo Americano lo leggo, perché granderomanzoamericanamente parlando, non lascio nulla di intentato. Continua a leggere

La ragazza del treno

25587116Un capolavoro di suspense. Mi ha tenuto sveglio tutta la notte, dice Stephen King su Twitter. Ehi, Stevie, non è che avevi mangiato un po’ pesante quella sera? A me fa lo stesso effetto, uguale uguale, il gorgonzola. Mi piace, ma poi sta là, rimugina, si fa sentire. Io te lo dico perché magari anche tu ne hai mangiato, la sera, prima di leggere, poi sei andato a letto e zac! il mio Re s’è confuso tra la cause. Continua a leggere

Michael Jordan, la vita

25833264Avevo nemmeno tredici anni, ero alto un metruncazzeunbarattolo e giocavo playmaker nella squadretta del mio paese. Non toglievo le Jordan dai piedi manco per andare a letto e mi mettevo il polsino sull’avambraccio sinistro. Un normale adolescente cretino, ero, però che fatica trovare quel polsino nel 1995 in Sardegna… Compravo American Super Basket, avevo le figurine dell’Upper Deck (sia stramaledetto chi mi rubò l’album, vigliacco) e aspettavo il sabato pomeriggio per vedere una partita NBA su Telemontecarlo. Allacciate le cinture di sicurezza, si parte!, urlava il buon Ugo Francica Nava. Puntavo la sveglia alle due del mattino per vedere le finali in diretta, anche se non nego che durante l’intervallo abbia fatto una capatina sulle reti locali alla ricerca di signorine discinte: avevo tredici anni e internet, con il suo carico di donne nude in tutte le salse, era ancora di là da venire. Beati i giovani d’oggi. A me Jordan e i Chicago Bulls mi stavano sulle scatole, principalmente perché piacevano a tutti (e come poteva essere altrimenti?). Io, io tifavo Lakers (sì, nonostante le Jordan ai piedi e il polsino sull’avambraccio) e solo chi mastica di NBA può capire quanto fosse triste la mia scelta, in quegli anni, quando Magic non giocava più e Kobe doveva ancora arrivare. Per dire, il mio idolo era Nick Van Exel, uno che le persone normali non hanno mai sentito nominare. Ce ne vuole. Continua a leggere