Carne trita

Carne trita. Sarà che sto diventando anziano, ma ormai i libri che leggo mi piacciono quasi tutti. Domani ne inizio uno di Maurizio Maggiani, giusto per compensare questa improvvida bontà. Dicevo, Carne trita.

28534505

“Poi vedo Carlo Cracco che dal cartellone pubblicitario dall’altra parte dei binari mi guarda con la sua solita faccia, a braccia conserte accanto a una patatina confezionata con poggiato sopra un uovo di quaglia triste e fuori posto, dandomi del tu e dicendomi «osala nei tuoi piatti». Certo che così ci sputtana. Nel senso che da quel cartellone fa vedere le cose come stanno. Vi prendo per il culo, dice, vi ho sempre preso per il culo, siamo un esercito di persone che vi prendono per il culo da un sacco di tempo, perché tanto voi non ne avete idea, non conoscete anima e melodia, vi basta essere puntuali e masticare pensieri riciclati. Uno prende un uovo di quaglia merdosissimo e l’appoggia su una chips tirata fuori da un pacchetto da un euro e cinquanta e voi aprite la bocca come macachi ammaestrati e cacciate i quattrini”.

Scritto bene, scende che una meraviglia. Io due cose cerco in un libro: la necessità di raccontare una storia e l’uso di parole adatte a raccontarla. Qua ci sono tutte e due, queste cose.

Annunci

Michael Jordan, la vita

25833264Avevo nemmeno tredici anni, ero alto un metruncazzeunbarattolo e giocavo playmaker nella squadretta del mio paese. Non toglievo le Jordan dai piedi manco per andare a letto e mi mettevo il polsino sull’avambraccio sinistro. Un normale adolescente cretino, ero, però che fatica trovare quel polsino nel 1995 in Sardegna… Compravo American Super Basket, avevo le figurine dell’Upper Deck (sia stramaledetto chi mi rubò l’album, vigliacco) e aspettavo il sabato pomeriggio per vedere una partita NBA su Telemontecarlo. Allacciate le cinture di sicurezza, si parte!, urlava il buon Ugo Francica Nava. Puntavo la sveglia alle due del mattino per vedere le finali in diretta, anche se non nego che durante l’intervallo abbia fatto una capatina sulle reti locali alla ricerca di signorine discinte: avevo tredici anni e internet, con il suo carico di donne nude in tutte le salse, era ancora di là da venire. Beati i giovani d’oggi. A me Jordan e i Chicago Bulls mi stavano sulle scatole, principalmente perché piacevano a tutti (e come poteva essere altrimenti?). Io, io tifavo Lakers (sì, nonostante le Jordan ai piedi e il polsino sull’avambraccio) e solo chi mastica di NBA può capire quanto fosse triste la mia scelta, in quegli anni, quando Magic non giocava più e Kobe doveva ancora arrivare. Per dire, il mio idolo era Nick Van Exel, uno che le persone normali non hanno mai sentito nominare. Ce ne vuole. Continua a leggere